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Un’equazione si dice di secondo grado quando, ridotta ai minimi termini, si presenta nella forma
ax^2+bx+c=0
cioè a primo membro troviamo un polinomio di secondo grado (la x è elevata alla seconda).

Facciamo un esempio. Supponiamo di dovere risolvere
6x^2-3x+1=16+x+2x^2
Portiamo tutto il secondo membro a sinistra cambiando di segno
6x^2-3x+1-16-x-2x^2=0
Ora sommiamo i termini con lo stesso esponente
6x^2-2x^2-3x-x+1-16=0
4x^2-4x-15=0
Si tratta di una equazione di secondo grado.
Lasciamo perdere che possa essere ricondotta a forme particolari e trattiamola come generica.
Una equazione di secondo grado ha sempre due soluzioni che possono essere reali, immaginarie, coincidenti o meno.
Dipende dal “delta”.
Il “delta” lo definiamo come
Delta=b^2-4ac
Nel nostro caso dal confronto
4x^2-4x-15=0 :: ax^2+bx+c=0

a=4 ; b=-4 ; c=-15

quindi il delta vale

Delta=(-4)^2-4*4*(-15)=256

Il Delta è positivo -> l’equazione ha due soluzioni reali e distinte.

Per calcolarle la formula è la seguente :

x1 = ( -b+sqrt{Delta})/(2a)
x2 = ( -b-sqrt{Delta})/(2a)

dove, nel nostro caso sqrt{Delta}=sqrt{256}=16

Otteniamo dunque :

x1 = (4+sqrt{256})/(2*4)
x2 = (4-sqrt{256})/(2*4)

x1 = (4+16)/8
x2 = (4-16)/8

x1 = 20/8
x2 = -12/8

x1 = 5/2
x2 = -3/2

che sono le due soluzioni reali e distinte dell’equazione di secondo grado di partenza.

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